Cosa evitare di fare in Indonesia: consigli culturali

Un viaggio consapevole parte dal rispetto: tutto quello che devi sapere prima di partire per l’Indonesia, per vivere il paese senza gaffe culturali.

di Robertino Sperandio
Pubblicato: Aggiornato: 6 minuti di lettura
Passeggiata immersiva tra le risaie a Ubud

Viaggiare in Indonesia è un’esperienza affascinante, un viaggio dentro culture millenarie, paesaggi naturali mozzafiato e una spiritualità che permea ogni aspetto della vita quotidiana. Ma proprio per questo, è importante avvicinarsi con rispetto e consapevolezza, lasciando a casa certi atteggiamenti tipici dell’Occidente. In questo articolo esploreremo in modo approfondito cosa è meglio evitare di fare in Indonesia per non urtare la sensibilità della popolazione locale, per rispettare le tradizioni e per vivere un’esperienza autentica e in armonia con il luogo.

Attenzione all’abbigliamento

Marta vestita col sarong

Marta vestita col sarong all’ingresso del tempio Tirta Empul

Uno degli errori più comuni dei turisti occidentali è sottovalutare l’importanza della modestia nel comportamento e nell’abbigliamento. L’Indonesia è il più grande paese musulmano del mondo per popolazione e, anche nelle isole a maggioranza induista o cristiana, la riservatezza e il rispetto delle convenzioni sociali sono considerati valori fondamentali. Ad esempio, camminare per strada a torso nudo, indossare bikini fuori dalle spiagge o entrare in templi con abiti succinti è percepito come una grave mancanza di rispetto. Non si tratta solo di un codice estetico: per molti indonesiani, il corpo è parte del tempio interiore e mostrarlo in pubblico in maniera eccessiva equivale a profanarlo.


Non avere comportamenti eccessivi e/o sopra le righe

Scena di vita quotidiana in un mercato indonesiano

Anche il modo in cui ci si approccia alle persone è cruciale. Parlare a voce troppo alta, ridere sguaiatamente o mostrare impazienza nelle interazioni quotidiane può essere frainteso e spesso viene visto come maleducazione o arroganza. La cultura indonesiana dà grande valore all’armonia sociale, al concetto di “rukun”, che si traduce in una convivenza pacifica e rispettosa. Perdere la calma, arrabbiarsi pubblicamente o contestare apertamente qualcuno significa rompere quell’equilibrio e mettere in imbarazzo non solo sé stessi, ma anche gli altri. Ecco perché è fondamentale imparare a gestire i problemi, piccoli o grandi che siano, con pazienza, magari con un sorriso, che in Indonesia è spesso il miglior passaporto culturale.

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Prestare attenzione agli oggetti sacri e ai simboli religiosi

Offerte balinesi sul pavimento con fiori e incenso

Un altro comportamento da evitare riguarda l’interazione con gli oggetti sacri e i simboli religiosi. Bali, ad esempio, è piena di offerte votive, i “canang sari”, piccoli cestini di foglie di palma contenenti fiori, incenso e cibo, che vengono posti quotidianamente sui marciapiedi, davanti ai negozi, nei templi. Calpestarli accidentalmente o, peggio ancora, spostarli o fotografarli senza rispetto è considerato un gesto profondamente offensivo. Anche toccare le statue sacre o sedersi in punti destinati agli dei (come i muretti davanti agli altari) è sconsigliatissimo. È bene ricordare che, per quanto un luogo possa sembrare una bella scenografia per i nostri social, è spesso uno spazio sacro vissuto con grande devozione.


Non toccare la testa delle persone

Bambino indonesiano con abiti locali

Tra i gesti da evitare c’è anche quello di toccare la testa di una persona, specialmente di un bambino. In molte culture asiatiche, compresa quella indonesiana, la testa è considerata la parte più sacra del corpo, poiché è la sede dell’anima. Anche se il gesto è compiuto in segno di affetto, come una carezza a un bambino, può risultare inappropriato.


Non indicare qualcuno con i piedi

Allo stesso modo un altro gesto che può risultare completamente fuori luogo e inappropriato, è indicare una persona o un oggetto sacro con un piede: i piedi sono considerati impuri, e rivolgerli verso qualcuno, o peggio ancora alzare le piante dei piedi stando seduti in modo disinvolto, può risultare particolarmente irrispettoso.


Togliersi le scarpe quando si entra nelle case o nei templi

Quando si entra nelle case o nei templi, è d’obbligo togliersi le scarpe. Questo gesto, oltre a essere una questione di igiene, è legato a un’idea di purificazione simbolica: si lascia fuori ciò che è “impuro” per entrare in uno spazio sacro o familiare. Ignorare questa usanza può essere letto come segno di superbia o trascuratezza culturale. In alcuni casi, il rifiuto di togliersi le scarpe può addirittura interrompere la possibilità di entrare in contatto con le persone, perché viene percepito come una chiusura.

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Non fare il “saputello” sentendosi superiori

Un’altra trappola comune è quella del comportamento da turista occidentale “saputello“. Correggere o ridicolizzare l’inglese degli indonesiani, deridere le loro abitudini alimentari o fare paragoni continui con l’Europa è il modo più rapido per alienarsi la simpatia locale. In Indonesia l’ospitalità è sacra, ma non per questo si deve abusarne con arroganza o atteggiamenti paternalisti. Al contrario, dimostrare curiosità genuina e umiltà è un biglietto da visita molto apprezzato.


Evitare effusioni amorose in pubblico

Anche in ambito romantico e affettivo ci sono regole non scritte. Baciarsi in pubblico o avere effusioni amorose visibili, anche se si è una coppia eterosessuale, può essere malvisto, soprattutto nei contesti più tradizionali. In molte zone del paese, la religione e le consuetudini sono ancora molto presenti nella vita quotidiana, e l’amore viene vissuto con una certa discrezione. Questo non significa nascondersi, ma semplicemente avere un occhio di riguardo per chi ci circonda.


Evitare l’abuso di alcol e droghe

Altro aspetto delicato riguarda il consumo di alcol e droghe. Bere alcolici non è vietato ovunque, ma in molte zone è visto con sospetto, soprattutto se accompagnato da comportamenti rumorosi o aggressivi. In alcune province a maggioranza musulmana, come Aceh, il consumo di alcol è addirittura proibito per legge. E per quanto riguarda le droghe, l’Indonesia ha leggi tra le più severe al mondo: anche il semplice possesso di droghe con sè può portare a lunghe detenzioni o addirittura alla pena di morte. È fondamentale essere consapevoli della gravità delle leggi locali e non sottovalutarne le conseguenze.


Rispetta la natura e l’ambiente

Esperienza al Jiwa Garden con lezione di agricoltura biosostenibile

Esperienza al Jiwa Garden con lezione di agricoltura biosostenibile

Infine, un tema spesso trascurato ma fondamentale è quello del rispetto ambientale. L’Indonesia è un paese straordinariamente ricco di biodiversità ma anche estremamente vulnerabile. L’uso eccessivo della plastica, lasciare rifiuti nei luoghi naturali o danneggiare i coralli durante lo snorkeling non è solo incivile, ma mette a rischio un ecosistema già fragile. Molti indonesiani stanno diventando sempre più consapevoli della necessità di proteggere l’ambiente e apprezzano molto chi si comporta in modo responsabile. Rispettare la natura, utilizzare borracce al posto delle bottiglie di plastica, evitare creme solari dannose per la barriera corallina: sono piccoli gesti che fanno la differenza.

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In conclusione: viaggiare con buonsenso e sensibilità

Rituale di preghiera balinese

In conclusione, viaggiare in Indonesia significa aprirsi a una cultura profondamente diversa, che richiede attenzione, sensibilità e rispetto. Non si tratta di reprimere la propria personalità, ma di ricordarci sempre che siamo ospiti, e come tali, abbiamo il dovere di adattarci e imparare. Chi lo fa scoprirà un paese che ripaga con sorrisi, accoglienza sincera e momenti indimenticabili. Ed è proprio in questo scambio rispettoso che nasce la vera ricchezza del viaggio.

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