Campo da calcio di Henningsvær: storia, come arrivare e dove fare la foto

Uno dei campi da calcio più famosi del mondo senza una squadra ufficiale

di Robertino Sperandio
Pubblicato: Aggiornato: 12 minuti di lettura

Ci sono posti che conosci prima ancora di sapere dove sono. Il campo da calcio di Henningsvær è uno di questi: un rettangolo verde appoggiato sugli scogli, circondato dal mare e dalle rastrelliere dello stoccafisso, con le montagne delle Lofoten sullo sfondo. L’avrai visto almeno una volta scorrendo Instagram, magari pensando che fosse un fotomontaggio.

Noi a Henningsvær ci viviamo da quasi sei mesi, e Marta al campo ci è passata più volte accompagnando a piedi i turisti in giro per il paese. Quindi te lo possiamo dire: è davvero bello come in foto, ma ha una storia molto più buffa di quanto immagini. Tanto per cominciare, oggi nessuna squadra ci gioca.

In questo articolo ti raccontiamo da dove viene, come arrivarci, dove fare la foto (con e senza drone) e come visitarlo senza spendere una corona. Marta ti racconterà la parte poetica, io mi occupo di parcheggi e regolamenti. Ognuno ha i suoi talenti.

Dove si trova il campo da calcio di Henningsvær

Henningsvær è un villaggio di pescatori nel comune di Vågan, sull’isola di Austvågøya, nella parte orientale delle Lofoten. Il paese è sparso su più isolotti uniti da ponti e da un vecchio molo, e il campo sta all’estremità sud del più esterno, Hellandsøya. In pratica è l’ultima cosa che trovi prima del mare aperto: dopo, verso sud, c’è solo il Vestfjord.

Ufficialmente si chiama Henningsvær Stadion. “Stadio” è una parola generosa: non ci sono tribune, e il campo è circondato su tre lati da scogli e acqua. Intorno corre una stradina d’asfalto che fa da parcheggio e da “curva” per il pubblico, e secondo le guide norvegesi lì ci starebbero circa 500 persone. Più degli abitanti del paese, che sono poco più di 500.

La proprietà è del comune di Vågan, mentre a gestirlo è il club sportivo locale, l’Henningsvær Idrettslag. Ci sono anche i riflettori e una piccola club house, giusto per ricordarti che è nato come un normalissimo campo di paese.

La storia: dalla roccia a Instagram

Un campo ricavato dalla roccia

A Henningsvær di spazio piano non ce n’è. Gli isolotti sono di roccia nuda, le case si stringono intorno al porto e il resto è occupato dalle rastrelliere per il pesce. Così, per avere un campo vero, gli abitanti hanno fatto la cosa più logica e più folle insieme: hanno spianato la roccia all’estremità sud di Hellandsøya e ci hanno steso sopra l’erba sintetica.

Il risultato è quello che vedi in foto: un rettangolo verde perfetto in mezzo a scogli scuri e levigati dal mare. E siccome siamo in un paese di pescatori, a fermare i palloni che volano verso l’acqua ci pensano proprio le rastrelliere dello stoccafisso. Sul serio: in certi punti sono l’unica cosa tra la palla e il mare.

Ricordati anche che fino al 1983 a Henningsvær non si arrivava nemmeno in macchina: i ponti che lo collegano al resto di Austvågøya sono di quell’anno. Per molto tempo, quindi, il campo è stato una faccenda tutta del paese.

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Il video col drone che ha cambiato tutto

La svolta arriva grazie a un abitante del posto, Ole Johan Wiik, fotografo e designer di Henningsvær. Come ha raccontato lui stesso in un’intervista, aveva appena iniziato a far volare il suo primo drone e ha girato un video del campo dall’alto, giusto per mostrarlo alla famiglia. L’ha caricato su YouTube, dove ha fatto più o meno 200 visualizzazioni. La settimana dopo erano 300.000.

Da lì è stato un attimo. Nel novembre 2015 il Mirror titolava “Is this the world’s most awesome football stadium?”, e le immagini hanno fatto il giro dei giornali sportivi di mezzo mondo. Il campo è finito in uno spot della UEFA per la campagna #PlayAnywhere, e perfino il presidente della FIFA, Gianni Infantino, aveva detto di volerlo vedere di persona.

Da web designer, questa storia mi piace un sacco: un video fatto per i parenti ha trasformato un campetto su uno scoglio in una delle immagini più famose della Norvegia. Altro che campagne marketing.

Le partite “da cartolina”

Con la fama sono arrivati anche gli ospiti. Nel luglio 2018, per esempio, una squadra di calcio femminile di San Diego ha attraversato mezzo mondo per giocare qui: secondo il giornale locale Avisa Nordland, la giocatrice più anziana aveva 77 anni. Da grandi vogliamo essere come lei.

Nel 2020, poi, la TV norvegese TV 2 aveva annunciato una partita celebrativa con vecchie glorie della Premier League come Paul Scholes e John Arne Riise, per festeggiare dieci anni di Premier League sul canale. Era fissata per il 26 aprile 2020. Ecco, la primavera del 2020 la ricordiamo tutti.

Il campo più famoso del mondo senza una squadra

E qui arriva la parte che preferiamo. Marta, quando faceva da guida a piedi ai turisti dei tour in gommone del Tobiasbrygga, il molo dove abbiamo lavorato questa stagione, lo presentava così: “il campo da calcio più famoso del mondo senza una squadra di calcio”.

Detta così sembra una battuta, ma è la verità. In questi mesi una squadra che ci giochi non c’è: il campo sta lì, bellissimo, e fa più che altro da sfondo per le foto. Solo per figura, come diciamo noi. E che figura.

Se sei nerd come me e vai a curiosare sul sito della federazione calcistica norvegese, alla pagina dell’Henningsvær IL non trovi partite in calendario, e vedi che negli ultimi anni diversi ragazzi del paese sono passati alle squadre di Kabelvåg e Svolvær. E come presidente del club risulta un certo Ole-Johan Wiik, lo stesso nome del fotografo del video. Se è lui, il cerchio si chiude.

Insomma, è un campo diventato famoso per dov’è e non per chi ci gioca. Da sardi, un po’ di invidia ce la fa.

Come arrivare al campo da calcio di Henningsvær

In auto

Da Svolvær sono circa 26 km: prendi la E10 verso ovest e poi la strada 816 che scende verso Henningsvær, stretta e tutta curve lungo il mare. Calcola poco più di mezz’ora, senza fretta.

Il parcheggio è il vero tasto dolente. Vicino al campo c’è un piccolo spiazzo, ma d’estate si riempie in un attimo. L’alternativa è il grande parcheggio su Engøya, l’isolotto che incontri appena superato il primo ponte entrando in paese, pensato anche per camper e van. È a pagamento e si paga con l’app EasyPark: controlla le tariffe sui cartelli, perché cambiano. C’è anche un parcheggio più piccolo in centro, vicino alla Galleri Lofoten, ma le stradine sono strette e con un camper non ti conviene.

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Il nostro consiglio: lascia l’auto all’ingresso del paese e fai il resto a piedi. Henningsvær è piccolissima e il campo è a una decina di minuti dal centro.

In bus

Se viaggi low cost senza auto, la linea 743 Svolvær-Kabelvåg-Henningsvær ci mette circa 45 minuti e ha anche una fermata dedicata, Henningsvær stadion kryss. Le corse cambiano molto tra estate e inverno e nel weekend sono meno: controlla orari e biglietti nell’app Reis prima di partire.

A piedi dal centro

Dal porto attraversi il molo che unisce i due isolotti principali e segui la strada verso sud, tra case colorate e rastrelliere. È esattamente il percorso del giro di Marta, che partiva da Lofotlys, passava dalle rastrelliere dello stoccafisso, arrivava al campo e finiva alla Fiskarheimen, la vecchia casa dei pescatori. Se vuoi farlo anche tu, trovi tutte le tappe nella nostra guida su cosa vedere a Henningsvær.

Dove fare la foto al campo da calcio di Henningsvær

Senza drone

La foto che hai in mente è quella dall’alto, ed è difficile replicarla con i piedi per terra. Però qualche alternativa c’è:

  • dagli scogli intorno al campo: salendo un po’ sulle rocce ottieni una prospettiva leggermente rialzata, con il campo in primo piano e le montagne dietro. Attenzione: la roccia bagnata scivola parecchio, e qui è bagnata spesso;
  • tra le rastrelliere: usarle come cornice rende benissimo l’idea di dove ti trovi. D’estate però potrebbero essere vuote, perché lo stoccafisso si toglie entro giugno;
  • dal Festvågtinden: se fai l’escursione sopra il paese, nelle giornate limpide dall’alto vedi tutta Henningsvær e il campo diventa un francobollo verde in mezzo agli isolotti. È una salita ripida, servono scarpe da trekking.

Con il drone: le regole in Norvegia

Se viaggi con un drone, la tentazione è fortissima. Prima di farlo volare, però, ricordati che la Norvegia applica le regole europee sui droni. In sintesi, secondo l’autorità norvegese dell’aviazione civile (Luftfartstilsynet):

  • se il drone ha una fotocamera o pesa più di 250 grammi, devi essere registrato come operatore. Se vivi in Italia ti registri in Italia, sul portale D-Flight, e la registrazione vale anche in Norvegia;
  • il numero di operatore va attaccato sul drone;
  • si vola al massimo a 120 metri, sempre tenendo il drone in vista, e mai sopra assembramenti di persone;
  • sopra i 250 grammi servono anche il patentino online A1/A3 e un’assicurazione di responsabilità civile.

Vicino agli aeroporti ci sono zone vietate di 5 km: Henningsvær ne è lontana, ma conviene sempre dare un’occhiata alla mappa droni di Avinor, la società che gestisce gli aeroporti norvegesi. E poi c’è il buon senso: non sorvolare le case e le persone, e sappi che chi abita vicino al vecchio faro, secondo diverse guide, non ama particolarmente i droni sopra la sua proprietà. Siamo ospiti, comportiamoci da ospiti.

Quando andare: la luce giusta

Il campo è sempre lì, ma la luce alle Lofoten cambia tutto.

Da fine maggio a metà luglio c’è il sole di mezzanotte: il sole non tramonta mai e puoi andare a fotografare il campo alle due di notte con la luce dorata. Noi abbiamo vissuto più di un mese di luce continua ed è una delle cose che ci ha colpito di più di questa stagione. Il vantaggio è che a mezzanotte c’è molta meno gente che a mezzogiorno.

Da fine agosto a metà aprile è la stagione dell’aurora boreale. Un’aurora sopra il campo è il sogno di ogni fotografo: serve cielo sereno, buio e un bel po’ di fortuna. Io la mia prima aurora l’ho vista mentre portavo fuori la spazzatura del ristorante, quindi posso confermare che la fortuna conta più della pianificazione.

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Luglio e agosto sono i mesi più affollati: a luglio arrivano soprattutto i norvegesi, ad agosto gli italiani (quindi ad agosto non stupirti se senti parlare italiano a bordo campo). Se puoi, vai la mattina presto o la sera tardi.

E il meteo? Imprevedibile. Quando c’è il sole fa caldo davvero, ma piove spesso e il vento arriva quando meno te lo aspetti. Porta sempre una giacca impermeabile, anche se la mattina sembra estate.

Regole del campo: come comportarsi

Il campo è un impianto comunale aperto, non un set fotografico, e il club ha delle regole precise. Le principali:

  • niente fumo, snus o alcol sul campo e intorno;
  • le bici si lasciano fuori;
  • i rifiuti vanno nei cestini, e se ne trovi qualcuno in giro raccoglilo;
  • chi ha prenotato il campo ha la precedenza: prima le partite, poi gli allenamenti, poi chi passa per due tiri.

Aggiungiamo noi: lascia il cane fuori dall’erba sintetica, non arrampicarti sulle rastrelliere e non camminare sulle proprietà private per fare la foto perfetta.

Visitare il campo da calcio di Henningsvær low cost

La buona notizia è che il campo è gratis, come la vista, come le passeggiate. In Norvegia è già un miracolo. Qualche dritta per non spendere troppo:

  • porta un pallone: se il campo è libero, puoi fare due tiri nello stadio più fotografato della Norvegia. Occhio al vento: un tiro storto e il pallone finisce in mare, ed è un attimo;
  • lascia l’auto fuori dal paese o, ancora meglio, arriva in bus: il parcheggio costa e d’estate trovarlo è una caccia al tesoro;
  • fai la spesa prima: un picnic sugli scogli con vista campo costa molto meno di un pranzo al ristorante. Al supermercato la birra si compra solo fino alle 20 (le 18 il sabato);
  • paga con la carta giusta: in Norvegia si paga quasi tutto con la carta, quindi scegline una senza commissioni sul cambio. Io da anni uso Curve.

E se sei di quelli che in vacanza non rinunciano alla propria squadra, ti abbiamo spiegato come vedere le partite all’estero. Guardare la Serie A dopo aver visitato il campo di Henningsvær, però, rischia di deprimerti un po’.

Domande frequenti sul campo da calcio di Henningsvær

Si può giocare sul campo da calcio di Henningsvær?

È un impianto comunale, quindi sì, se non ci sono partite o allenamenti prenotati. In quel caso chi ha la prenotazione ha la precedenza. Per gruppi o eventi organizzati bisogna contattare il club locale.

Quanto costa visitare il campo?

Niente: l’accesso è libero. Se arrivi in auto paghi solo il parcheggio.

Quanto tempo serve?

Per il campo bastano venti minuti, mezz’ora se ti fermi a fare foto. Ha più senso inserirlo in un giro a piedi di Henningsvær di un paio d’ore.

Si può far volare il drone sul campo?

Sì, rispettando le regole norvegesi ed europee: registrazione come operatore, massimo 120 metri, drone sempre in vista, niente voli sopra le persone. Se ci sono persone sul campo o intorno, aspetta o rinuncia.

Qual è il periodo migliore per fotografarlo?

Da fine maggio a metà luglio per il sole di mezzanotte, da fine agosto a metà aprile per l’aurora. Per evitare la folla, meglio la mattina presto o la sera tardi.

In conclusione

Il campo da calcio di Henningsvær è il riassunto perfetto di questo paese: piccolo, un po’ assurdo, bellissimo. Una distesa di roccia trasformata in campo da chi non aveva altro spazio, un video fatto per i parenti che diventa virale, e oggi un posto famosissimo dove una squadra non c’è. Per noi resta una delle immagini simbolo di questa stagione.

Se ci vai, fai la tua foto, tira due calci al pallone se il campo è libero e poi guardati intorno: il mare, le montagne e i colori valgono quanto il campo. E se ti serve una dritta in più, scrivici nei commenti.

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